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Italia è regina del trasporto combinato

Uno studio realizzato per l’associazione internazionale delle ferrovie Uic rivela che il nostro Paese è al vertice continentale del trasporto strada-rotaia, grazie alle relazioni transalpine con Germania, Austria e Francia.

Il trasporto combinato strada-ferrovia delle merci (caricate su camion, in container o semirimorchi) cresce a ritmo spedito in Europa e l’Italia si dimostra una delle nazioni trainanti. Camion e treno sono sempre meno avversari e sempre più alleati nella fornitura di trasporti sulle lunghe distanze contribuendo a ridurre l’impatto ambientale della logistica e a ottimizzare l’utilizzo di risorse scarse (in primis gli autisti di camion e i macchinisti di treni). Come e quanto lo spiega il “Rapporto 2018 sul trasporto combinato in Europa” elaborato dalla tedesca Bsl Transportation Consultants per conto della Union Internationale des Chemins de Fer (associazione internazionale presieduta dal numero uno di FS Italiane, Gianluigi Castelli).
Lo studio mostra come il nostro Paese sia uno dei più attivi livello continentale. Quello del trasporto combinato è un segmento d’attività che negli ultimi anni è cresciuto a ritmo spedito arrivando a pesare per il 21,6% sul totale del trasporto ferroviario merci che invece risulta stabile da un decennio. A livello continentale il treno, secondo le ultime rivelazioni (Eurostat 2018), incide per il 17,4% sul totale delle merci trasportate, mentre la strada domina con il 76,4% e il trasporto fluviale copre il residuo 6,2%. In Italia il treno pesa per un 15% mentre il camion controlla il restante 85%.
L’Italia è fra i pochi paesi a livello europeo dove la quota di trasporto combinato è superiore al 45% (precisamente il 50%) rispetto al totale del trasporto ferroviario merci e le principali relazioni sono con Germania, Austria e Francia. Il nostro paese movimenta annualmente quasi 60mila tonnellate di merce via ferrovia, di cui almeno 33mila fanno riferimento a trasporto combinato e il resto a servizi “tutto treno”. In Europa le merci che viaggiano con trasporto ferroviario combinato a fine 2017 erano 22,5 milioni di teu, in crescita del 7,2% rispetto al 2015, mentre in valore assoluto erano 253,4 milioni di tonnellate, di cui solo 11,5 milioni (il 5%) erano carichi accompagnati (quindi camion con autista).
In Italia i trasporti combinati non accompagnati nel 2017 avevano subito una battuta d’arresto per via dell’interruzione della linea ferroviaria a Rastatt, in Germania, ed erano stati pari a 1.074.009 teu, in calo del 30,9% rispetto al 2015, mentre in tonnellate erano 11,25 milioni (-8,7%). Siamo comunque sul podio continentale insieme a Germania e Regno Unito. I corridoi più trafficati per i trasporti combinati non accompagnati collegano l’Italia con Germania (19,9 milioni di tonnellate, in crescita fra 2015 e 2017 del 2,1%), Belgio (9,1 milioni di tonnellate; +23,7%), Francia (3,2 milioni di tonnellate; +37,5%) e Austria (1,5 milioni di tonnellate; +100%). Anche i trasporti intermodali accompagnati (le cosiddette autostrade viaggianti), per quanto abbiano un peso relativo sul totale continentale, vedono l’Italia al vertice in Europa ,grazie in particolare ai collegamenti con Germania e Austria.
Larga parte dei traffici combinati ha come origine o destinazione gli scali marittimi e infatti lo studio in questione evidenzia le potenzialità di crescita di porti come Genova e Trieste dove è attiva (fra le altre) la compagnia di navigazione Msc che, secondo indiscrezioni, prossimamente potrebbe avviare una propria attività d’impresa ferroviaria anche in Italia. A fine 2017 nel capoluogo ligure l’incidenza del trasporto ferroviario sul totale dei container in arrivo e in partenza dalle banchine si attestava al 16% (in valore assoluto sono 320.925 teu), a La Spezia arrivava al 27% (in totale 350.000 teu), a Livorno si fermava al 16% mentre a Trieste raggiungeva il 46% (181.522 teu). Lo scalo giuliano, grazie a gruppi come Msc, Ekol e Un RoRo che spediscono via treno grandi volumi di merci in container, rimorchi o casse mobili verso il Centro-Est Europa, è, sempre secondo questo rapporto, uno dei porti con le più alte potenzialità di crescita per i trasporti su ferro.
La stagione di crescita del trasporto ferroviario merci combinato sembra inoltre non aver esaurito la sua corsa perché, secondo le aspettative dell’ampio campione di stakeholder intervistati da Bsl Transportation Consultants, nel 2018 l’incremento atteso per questo segmento di mercato è nell’ordine del 3,4% e negli anni 2019 e 2020 salirà oltre il 5%. Prospettive di sviluppo interessanti s’intravvedono soprattutto nei collegamenti verso Turchia, Est Europa, Russia e Cina da dove, non a caso, è recentemente partito il primo treno merci regolare che collega Chengdu con Melzo, a est di Milano.

Fonte: Trasporto Europa